Rassegna stampa (2026)

Commentiamo la XXXI Edizione della Rassegna del Teatro Classico Scolastico

Progetto “Reporter al Liceo”

Esperto: prof.ssa Maria Tucci

Tutor interno: prof.ssa Angela Scalera

Esibizione 1: “Le Baccanti” a cura del Liceo Scientifico Statale “Salvemini” di BARI

LE BACCANTI: COSÌ LONTANE EPPURE COSÌ VICINE

In apertura della XXXI Rassegna Teatrale del Liceo Cagnazzi in scena il  Liceo Scientifico “Salvemini” di Bari. 

Le “Baccanti” di Euripide sono state probabilmente una delle rappresentazioni più iconiche del giorno.  Stupefacente: non solo per i costumi anni ’60-’70, ricchi di fantasie colorate, cangianti al cambio delle luci, quanto per la bravura che ogni attore ha dimostrato sul palco. 

Le Baccanti: sensuali, non volgari, ammalianti, non disturbanti; questa era la realtà delle donne soggette a Dioniso.

Lo stesso attore, che ha portato il personaggio sul palco, giocava molto con la persuasione di Penteo e del pubblico stesso. Nel susseguirsi delle scene legate da un filo logico indissolubile, il messaggio è arrivato a tutti. Le Baccanti danzavano, Penteo imprecava, cercando rimedio per la madre soggiogata dalla potenza del dio ribelle e  dal culto ormai al limite del normale, mentre Dioniso si divertiva a creare tensione, portando alla morte stessa, come ha scritto Euripide, del Re di Tebe. 

Dopo essersi travestito da donna, si rivela come sovrano di Tebe alle Baccanti che, guidate dalla madre di Penteo, Agave, lo uccidono furiose. 

E proprio questa scena ha scatenato urla, fischi, e una valanga di applausi del pubblico per la tensione che ha portato sul palco. Un vero e proprio omicidio con tanto di decapitazione finale. 

L’ultima parte dell’opera è stata un vero e proprio climax ascendente: da un lato la realizzazione di Agave, resasi omicida dello stesso figlio, ora in una crisi profonda e dall’altro la risata sadica del dio al termine dello spettacolo.

Sangue, urla, balli accompagnati da melodie sensuali e malinconiche e un pizzico di superstizione hanno reso questa rappresentazione uno straordinario capolavoro che ha suscitato la sorpresa degli spettatori, tanto da offrire una standing ovation al Liceo di Bari.

Sara Galetta, 3ASU

Esibizione 2 “Il Circo a Rotelle” a cura del I Liceum Ogòlnoksztalcace di Szczecinie (Polonia)

Esibizione 3 “Alice Anfitrua” a cura del Terzo Liceo di Belgrado (Serbia)

ALICE ANPHITRUA: IL SENSO NELL’INSENSATEZZA

Descrivere l’opera “Alice Anfitrua” del Terzo liceo di Belgrado non è semplice. Il suo tratto onirico lo rende di ardua comprensione, ma il suo messaggio rimane limpido: l’ insensatezza cela il desiderio di narrare l’ uomo. La sceneggiatura riflette questo intento e porta in scena situazioni squisitamente assurde che mantengono pur sempre la loro efficienza.

Gli studenti serbi che hanno interpretato questo copione sono riusciti ad essere versatili ed immediati pur svolgendo numerose azioni sceniche.

 È stato sicuramente notevole l’ utilizzo della lingua italiana che lascia intendere quanto impegno sia sato profuso dai ragazzi. Gli oggetti di scena sono minimali ma funzionali e sono totalmente asserviti alla narrazione favolistica dell’ opera; si passa da una scacchiera a una tenda da campeggio senza che ci sia il bisogno di legittimarli.

Tirando le somme, la rappresentazione teatrale lascia allo spettatore un senso di irresolutezza che si dirada dopo una attenta riflessione sullo spettacolo. L’ “Alice Anphitrua” é un’opera riuscita nel suo intento, apprezzata dal pubblico e da chi non ha rinunciato ad un pensiero critico.

Matteo Castoro – Francesco Forte (3B LC)

Esibizione FUORI CONCORSO “Dorian” a cura del Liceo “Cagnazzi” di Altamura, spettacolo in inglese

Esibizione 4 “Le Rane” a cura dell’ Associazione Culturale Teatro Studio di Lanciano (CH)

Le Rane: il classico greco travolto da una folle parodia

Il teatro contemporaneo è in crisi e la comicità latita? L’unica soluzione è scendere nell’Oltretomba. Con questa premessa l’Associazione Culturale Teatro Studio di Lanciano (CH) ha portato in scena una rivisitazione delle Rane di Aristofane, trasformando il classico greco in una brillantissima parodia.

La performance si sviluppa attraverso un contrasto visivo sorprendente: da un lato, attori che indossano costumi minimalisti composti da una sola combinazione di colore (nero) o due (nero e bianco); dall’altro, un’esplosione di vestiti con combinazioni di colori bizzarri, stravaganti e casual, arricchiti da elementi insoliti come l’asta per selfie di Eracle, gli occhiali da sole e i copricapi per le rane, il ventaglio, i baffi e i mantelli per i concorrenti.

La trama segue fedelmente il viaggio di un Dioniso decisamente brillo e della sua sacerdotessa Santia, trattata dal Dio come una vera serva nella loro missione per salvare la commedia. Il viaggio oltre il Lago di San Giuliano si trasforma subito in un vortice di equivoci: scambi di corpi e ruoli  per sfuggire al furioso guardiano Eaco, scambi di corpo e la celebre “prova della frusta”, superata dai due che cantano a squarciagola per mascherare il dolore.

Nonostante l’allestimento scenico rimanga sempre lo stesso, gli attori sono stati in grado di rappresentare una varietà di spazi grazie a un movimento continuo animato da scene di litigi, scherzosi battibecchi, tra schiaffi teatrali e calci giocosi. Un ruolo fondamentale è svolto dai palloncini e dagli sgabelli: presenti tutto il tempo, vengono continuamente spostati e reinterpretati, mentre i costanti cambi di luce e una musica incalzante valorizzano ogni momento strappando più di una risata al pubblico.

Il vero colpo di genio della regia scatta nell’Ade. Per decidere chi meriti di tornare tra i vivi, il dio Ade organizza un vero e proprio Talent Show giudicato da Eaco, Giovanna d’Arco e Cleopatra. Sul palco sfilano i giganti della cultura: Aristofane, Shakespeare (che perde il confronto dialettico con la comicità grottesca del rivale greco) e Charlie Chaplin con un numero di mimo che delude i giudici. A stravolgere la situazione ci pensa però l’iconica Marilyn Monroe: con un balletto sensuale strega Dioniso, che le assegna la vittoria scatenando l’ira della sacerdotessa che capisce che non serve aspettare un salvatore dal passato: decide di scrivere lei stessa le commedie del futuro.

Il Teatro Studio di Lanciano fa centro con uno spettacolo dal ritmo dondolante e dai continui cambi di genere. Gli attori si muovono con disinvoltura tra satira classica e modernità, regalando al pubblico una recita dove si ride di gusto e si riflette sulla rinascita dell’arte.

Iolanda Melodia 3A LC

Esibizione 5 “Le Donne al parlamento” a cura dell’ I.I.S “Federico II di Svevia” di Melfi (PZ)

Esibizione 6 “Orfeo ed Euridice” a cura dell’I.S.I.S. “E. Mattei” di Latisana e Lignano Sabbiadoro

ORFEO ED EURIDICE: OLTRE IL FATALE SGUARDO, GIOVANI TALENTI

Al termine della seconda giornata della XXXI Rassegna Teatrale, il Teatro Mercadante ha ospitato l’ISIS “E. Mattei” di Udine che ha portato in scena il mito di “Orfeo ed Euridice”.

Non è necessario avere una suggestiva scenografia o graziosi costumi per sorprendere il pubblico, basta il talento. L’espressività e la gestualità dei ragazzi ha permesso di addentrarsi a pieno nella vicenda, e le splendide doti canore di alcuni di loro hanno lasciato a bocca aperta tutti.

Il mito è stato messo in scena in chiave jazz e la regist, a fine spettacolo, ha rivelato che l’ispirazione risiede nel musical contemporaneo “Hadestown”.

Sul palco si intravedevano impegno, passione e doti individuali che si potenziavano nella coralità dell’azione. Un ruolo fondamentale l’hanno giocato le luci strobo ed i canti che hanno reso l’atmosfera avvincente.

Nel suo iter negli Inferi Orfeo, attraverso la sua supplica straziante, riesce a convincere i sovrani dell’ Oltretomba affinchè gli restituissero Euridice, ma ad una condizione: la fanciulla lo avrebbe seguito lungo il cammino verso il mondo dei vivi, ma Orfeo non avrebbe dovuto voltarsi a guardarla finché non avessero entrambi raggiunto la luce del sole. Ma poi ci fu lo sguardo fatale, e la conseguente fine tragica.

Nel momento in cui c’è qualcosa che sorprende il pubblico, si avverte. Ascoltando le voci nella platea si coglieva l’attrazione nei riguardi della bravura dei ragazzi, che sono riusciti a mettere in scena un testo alquanto complesso con una maestria tale da meritarsi diversi applausi durante la performance.

E’ proprio vero: è necessario investire nei ragazzi se questi sono i risultati.

                                                          Natalia Mele, 3A LC

Esibizione 7 “Le allegre comare di wind…surf” a cura del Liceo scientifico “Antonelli” di Novara

LE ALLEGRE COMARE DI WIND…SURF

La commedia “Le allegre comare di Wind…surf”, rivisitazione dell’opera Shakespeariana, portata in scena dal Liceo Scientifico “Antonelli” di Novara, è lo spettacolo che ha aperto la terza e anche penultima giornata della Rassegna Teatrale del Liceo Cagnazzi.  .

Ci troviamo a Windsor, città calma in cui tutti si conoscono, o forse no. Falstaff, cavaliere vanitoso e squattrinato, infatuato di due donne ricche e sposate allo stesso tempo, Alice Ford e Meg Page, cerca di sedurle inviando loro la stessa e identica lettera d’amore. I mariti delle dame, venuti a conoscenza dell’inganno, architettano un piano per ucciderlo ma..non raggiungono l’esito sperato.

Ciò che ha reso questo adattamento davvero unico ed entusiasmante è stata la sua rappresentazione in chiave moderna attraverso il tono incalzante dei personaggi e il ritmo serrato delle loro battute.

La particolarità dell’esibizione è stata la capacità di intrattenere il pubblico senza il bisogno e l’utilizzo di grandi effetti scenografici speciali.

La scenografia, infatti, ridotta all’essenziale, ha fatto sì che gli occhi degli uditori fossero rivolti e concentrati unicamente sul talento e sull’ottima presenza scenica dei ragazzi, dimostrando che la bravura non è associata alla presenza di oggetti scenici.

Il testo della commedia è stato arricchito da battute vivaci e giochi di parole con conseguenti fraintendimenti che hanno reso i dialoghi dinamici.

A dare vita alla scena è stato un mix di elementi tecnici e movimenti su tutto il palco. I giochi di luce hanno fatto da vera e propria scenografia creando le atmosfere perfette per ogni situazione.

Le ingombranti parrucche bianche e ricciolute conferivano agli attori che le indossavano tratti umoristici..

Gli attori, con la loro energia e il loro dinamismo teatrale, hanno reso per gli studenti questa mattinata unica, lasciando il segno e portandosi a casa gli applausi meritatissimi di tutto il pubblico.

Loiudice Maria, Massaro Martina   3A LC

Esibizione 8 “Perseo” a cura dello IES Jimenez de la Espada Cartagena (Murcia) Spagna

Esibizione 9 “Telemaco” a cura del Liceo Scientifico e Linguistico “Federico II di Svevia di Altamura

Telemaco, nostalgia del padre, nostalgia del pane. 

A colorire il palco del Teatro Mercadante, la sera del 22 maggio, ci ha pensato il Liceo Federico II di Svevia di Altamura.

Nell’ultima rappresentazione della giornata, gli spettatori hanno goduto la visione dello spettacolo “Telemaco, nostalgia del padre, nostalgia del pane”.

Il palco brillava di colori: dagli abiti serpeggianti, alle luci che accompagnavano il susseguirsi di scene piene, pregne di cori e balli.

Dialoghi chiari, spesso anche in dialetto, voci armoniche e per niente disturbanti. 

La naturalezza con la quale gli attori hanno rappresentato una tematica vicina a noi adolescenti é stata stupefacente. 

La crescita di Telemaco è stata un po’ anche quella della platea: nel corso della vicenda ogni spettatore si sentiva più vicino alla sua storia, tanto da rispecchiare sè stesso nella formazione del protagonista.

Un corpo di ballo dalla bellezza unica: armonia, dedizione e passione hanno riempito il palco. Voci chiare e profonde dipingevano la storia stessa di Telemaco, in linea con la vicenda e spesso noti alla platea

La bellezza dello spettacolo è stata dettata anche dalla bravura degli attori nell’intraprendere i ruoli assegnati: le donne chiare e concise, stupite dalle dinamiche della guerra e pronte a forgiare il divenire del protagonista; Telemaco confuso, un adolescente cresciuto senza padre e che cerca di intraprendere il proprio percorso nella dispersione più totale; i compagni del figlio di Odisseo, stanchi delle fattezze guerrigliere e pronti a cedere sulla terra del pane. 

Lo spettacolo si è meritato un forte applauso anche in itinere: il pubblico stesso fremeva, pronto a riempire i propri occhi di colori nuovi e brillanti. 

Qualche lacrima ha rigato le guance di alcuni studenti, anche di licei differenti, e di docenti e familiari. 

Stasera si esce dal teatro col cuore pieno di gioia. 

Sara Galetta, 3A Scienze umane

Esibizione 10 “Gamos. Inganno mortale” a cura del Liceo Classico Teatrale “Leonardo da Vinci” di Vairano Patenora (CE)

Esibizione FUORI CONCORSO “Antigone” a cura del Liceo Statale “F. De Sanctis” di Trani (BAT)

Esibizione FUORI CONCORSO “Le Supplici” a cura del Liceo “Cagnazzi” di Altamura